Durante la primavera e l’inizio dell’estate non è difficile imbattersi in nidiacei caduti o appena involati dai loro nidi che sembrano invocare il nostro aiuto.
E spesso chi non è esperto del settore, non sa come comportarsi.
Questa breve guida vuole essere un utile strumento per consentire a chiunque di intervenire nel modo più corretto possibile.
Tutte le migliori intenzioni possono a volte essere più dannose che d’aiuto, quindi la prima cosa da fare è rivolgersi subito al più vicino Centro di Recupero Animali Selvatici - C.R.A.S.
Occorre sapere che non tutti i piccoli caduti dal nido hanno bisogno di soccorso e che, spesso, il nostro aiuto non riesce a supplire alle amorevoli cure di una mamma alata. Pertanto, occorre riconoscere la specie e intervenire solo se strettamente necessario, ovvero:
• se ci sono gatti o altri predatori nelle vicinanze;
• se ci si trova nelle vicinanze di una strada;
• se l’animale presenta evidenti segni di sofferenza, è ferito o debilitato.
In questi casi, è opportuno raccogliere delicatamente l’animale e metterlo in una scatola di cartone chiusa, con qualche foro per l’aria. È importante, in attesa dell’intervento del personale specializzato, che l’animale stia tranquillo, in un luogo non frequentato da cani, gatti e curiosi.
Attenzione!
I piccoli dei rapaci notturni, ad esempio, lasciano il nido prima di aver sviluppato un piumaggio adatto al volo e vengono alimentati dai genitori naturali, anche lontani dal nido. Raccogliere il piccolo in questo delicato periodo della sua vita, significa impedirgli di apprendere tutti quei meccanismi e comportamenti che in futuro gli consentiranno di sopravvivere! Inoltre, è forte il rischio che, una volta cresciuto, non sappia riconoscere i membri della propria specie.
È quindi indispensabile chiedere il consiglio o l’intervento di personale specializzato!
Inoltre, si ricorda che la legge punisce chi, se non autorizzato, detiene esemplari di fauna selvatica.